Profilo di VincenzoIo...tra le scarpe ed il...FotoBlogElenchiAltro Strumenti Guida

Blog


24 novembre

La felicità è una camicia pulita

Cntinuo a non capire l'amino umano, i misteri che muovono le persone ad agire in modo sempre più frivolo e sensa senso. Persone che continuano a correre da tutte le parti che si affardellano di cose inutili e inutili pensieri, sopravvivenze estreme delimitate dal lusso , dal fatuo e dall'inutile. Mutui accesi che bruciano interi stipendi e vite di uomini e famiglie che si stipano in piccole scatole fatte di mattoni assolutamente brutte da vedere e altrettanto difficili da vivere. Operai oberati che consumano le loro esistenze tra cantieri (o posti di lavoro) e letti sfatti per acquisti inutili, per il bell'apparire, per il farsi ammirare o ancora per il gusto sadico-masochistico di provocare l'invidia altrui. Ancora corse verso il sesso sfrenato,le avventure extraconiugali che mettono in crisi intere esistenze e tutto quello di cui detto prima per il semplice gusto del possesso temporaneo di un corpo che non appartiene al proprio microcosmo per la voglia della conquista. Per non parlare di questo assurdo e continuo tentativo di migliorarsi esteticamente, fino a farsi del male anche irreparabilmente.A tutta questa follia si contrappone un ricordo, una frase ascoltata tanto tempo fa da un comunissimo operaio, ma dettata dall'esperienza del vissuto, da un pragmatismo ricavato dalla semplice quotidianità che fortifica, che accresce la propria saggezza, il proprio cansiderasi parti di una realtà talmete grande da rimanerci quasi invisibili; una frase, secca e decisa: " la camicia non deve essere nuova , deve essere pulita!". Una frase semplice , ma che nella sua disarmante sobrietà racchiude in senso più profondo delle cose, della vita! La felicità non è qualcosa che si può comprare in un supermarcato , in una boutique , in un negozio di alta moda , nè tanto meno in un agenzia immobiliare di gran lusso. La felicità è riscoprire la semplicità della piccola realtà che ci circonda fino a capirne le più profonde movenze o addirittura la matrice originaria da cui proviene. Qualcuno ha detto che la felicità è come la salute perchè quando non ti accorgi di lei vuol dire che ce l'hai . Allora la ricerca è sbagliata, nel suo soggetto principale! Non è la felicità che occorre cercare e perseguire, ma occorre individuare in quale ripiego della nostra vita sia nascosta per farla affiorare. L'esempio della camicia è veramente preciso in questo contesto , non è coprendola con altri indumenti che ci si sentirà meglio ma cercando la persona che la rende pulita e indossabile.

16 novembre

Il destino sui binari

Un treno che si muove su rotaie

pensieri paralleli in cerca d'unione
inseparati pensiero ed emozione
rimangono coesi nella gola del tempo.
Cercare la ragione, il punto all'infinito
per capire seguendo  i solchi definiti
 
la voglia deragliante  è imprigionata
nell'angustia all'orizzonte
dove nulla si vede o si sospetti
se non il proprio tramonto

ancora un altro giro di ruote
ancora un altro strido di ganasce
il sibilo del vento si compara al movimento
e resto fisso mentre fingo che tutto il mondo
mi scorra lungo i fianchi viaggiando nell'ignoto

tutto mi raggiunge eppure non mi tocca
le mie mani, il mio viso , la mia bocca
sono nel momento  che si espande
resto trepidante mentre cerco il tutto

e lì tutto... m'immergo!

 

15 novembre

Dal generale al particolare

A volte una macchina fotografica può davvero modificare il senso di quello che guardiamo. Quando si osserva un paesaggio, la visione d'insieme ci distrae da tutti i particolari che lo compongono, eppure sono proprio questi che lo rendono interesasnte alla vista. E' un pò come guardare una folla dii persone e non pensare che quella miriade è composta da singoli individui, ognuno con le proprie fattezze, ognuno distinto, con un storia a sè, vissuta e da vivere. Ogni tanto fermarci sul particolare serve per farci comprendere meglio il mondo che ci circonda e ci fa riflettere, sul nostro punto di ossevazione a volte troppo miope e troppo superficiale...
08 novembre

Sesso: antichi e moderni baccanali

Avete mai provato ad usare i motori di ricerca? Certamente si è solo una domanda retorica per tenervi sulle spine prima di inserire l'argomento. Ebbene si, anche in questo spazio oggi si parlerà dell'argomento più amato e seguito del web.Ma veniamo a noi, parlavo dei motori di ricerca.Ormai non è più possibile inserire nessuna parola del vocabolario italiano, in un motore che subito si viene catapultati tra le seduzioni della lussuria. E' sicuramente l'argomento più seguito ed amato da tutti, per cui i siti continuano ad essere seminati in tutte le parti del web e non fanno sconti a nessuno: inserisci la parola suora e tranquillamente qualcuno avrà creato qualcosa inerente, tanto ormai non c'è più rispetto per nulla, questo vale anche per gli animali e poi non parliamo degli ortaggi e della frutta: patate, cetrioli, banane lamponi. Per farla breve diciamo che ormai il sesso ha invaso ormai tutti i campi della vita dell'uomo, prendendosi purtroppo un ruolo ed una centralità che non gli compete affatto. Ma veniamo all'argomento del giorno: il sesso legato alla sua forma perversa ed orgiastica che nei secoli ed ancora oggi si manifesta tra i ripieghi della nostra realtà. Si dice che il tutto abbia avuto inizio sin dalla notte dei tempi, ma occorre spostarsi nell'antica grecia per capirne la contemporaneità. Il tutto secondo la tradizione va legato all'episodio di Teseo e Arianna, i due infatti dopo aver scongiurato all'umanità il problema del Minotauro, pare si fossero innamorati e per forza di ciò la bella Arianna avesse deciso di mettersi in viaggio con l'amato e continuare con lui la sua esistenza . La poverina evidentemente aveva fatto i conti senza l'oste, perchè quel furbacchione di Teseo, pare non fosse proprio uno stinco di santo ed  avesse di già i suoi intrallazzi nella sua patria. Detto questo, il giovane doveva avere addosso un bell'imbarazzo a portarsi dietro la giovine e non sapendo come fare, decise di fermarsi per una sosta presso l'isola di Nasso(attenzione a questa parola).I due sbarcarono in quest'isola ed insieme vissero la loro avventura sentimentale-amoroso-sessuale, insomma, non c'è da farci un schizzo esplicativo no?Avrete capito!Successivamente però, prima che il sole fosse alto e la bella addormentata potesse aprire i suoi occhi, il giovane Teseo, fece quello che tante volte , tanti uomini fanno, praticamente il manico d'ombrello con relativa fuga verso la nave che salpò , lasciando la bella Arianna da sola sull'isola. Piantata in Nasso( da qui il famoso detto piantata in Nasso e non in asso come erroneamente si dice). Adesso immaginate la giovine come doveva essere rivoltata, per cui se ne andò per l'isola brontolando,maledicendo e chissà quanto altro ancora. Mi chiederete cosa c'entri tutto questo con il sesso e la spregiudicatezza moderna,invece tutto ebbe inizio allora con quel girovagare di quella giovine pulzella, proprio perché in quel contesto incontrò il più ozioso degli dèi, l'ubriacone Bacco che la volle come amante e successivamente  preferita nelle sue orge dove si accompagnò con tutti gli amici di festa che a turno amavano farle la festa.Questi episodi orgiastici presero il nome di baccanali e realmente praticati per tanti anni nelle generazioni future fino a quando furono definiti illegali. Naturalmente, tutto quello che viene impedito dalle autorità finisce sempre per espandersi in maniera sommersa, specialmente quando si parla di vizi così piacevoli se pur degradanti per il genere umano. Per tutti questi motivi in realtà i festini a base di alcool e sesso sono sempre esistiti e sono arrivati fino ai giorni nostri se pur camuffati sotto altri nomi. Inutile fare finta di nulla, i baccanali esistono ancora e lo sanno tutti e sono sotto gli sguardi di tutti. I cosiddetti addii al celibato ne sono una conferma, feste per incominciare una nuova vita da sposati che partono praticamente da un'orgia a base di alcool, dove una ragazza dai facili e succinti costumi allieta la visione e molte volte non soltanto quella degli astanti che con la scusa di fare una sorpresa all'amico si "sorprendono"pure loro, dimenticando le loro famiglie , i figli e le mogli ignare di tutto. Ebbene, se io fossi una di quelle mogli sarei io a piantarli in Nasso questa volta. La cosa ormai vale anche dall'altra parte perchè purtroppo voi donne a volte sapete copiarci davvero bene, specialmente sulle cose negative!

 

 

06 novembre

La preghiera , profumiamoci un pò

Ogni pronessa è debito ! per cui eccomi qui a cercare di dipanare il groviglio del dialogo con l'Assoluto. Di dialogo si tratta infatti, anche se tutti pensano ad un monologo alienante, la preghiera non può essere carcerata in una descrizione così limitativa, Perchè ci sia un dialogo le presenze d'intelleto dovrebbero essere almeno due, a un osservatore poco accorto probabilmente sfugge, ma nella preghiera effettivamente gli interlocutori sono due. Diciamo innanzi tutto che la preghiera ha un senso logico solo se inserita in un contesto in cui si crede ad una realtà invisibile, altrimenti non avrebbe senso ed il tutto sarebbe riconducibibe a un parlare da soli e quindi alla follia. Non possiamo pensare che tutti i fedeli siano pazzi, ricordiamo che in ogni credo religioso il rapporto personale o comunitario col divino è sempre esistente, per cui la quasi totalità del genere umano sarebbe da consoderarsi fuori di senno. Detto questo, se è vero che parlando di fatto modifichiamo la realtà che ci circonda, difatti modifichiamo le opinioni, suscitiamo dibattiti, generiamo reazioni pacate o violente, sarà anche vero che in qualche maniera la preghiera interagisce coll'invisibile e quindi con le entità soprannaturali che vi albergano. Si può essere daccordo oppure no, ma il motivo del pregare come del parlare è farsi ascoltare da Qualcosa o da Qualcuno. Per cui si capisce che il tutto è da considerarsi un dialogo e non uno scarno monologo. Pregare non è recitare una poesia a memoria, è farsi comprendere per ottenere qualcosa, oppure per ringraziare Qualcuno, per qualcosa già ottenuto. E' un mezzo per ricordarsi di qualcuno a volte, dei defunti per esempio che noi "fedeli" consideriamo traslocati in questo mondo parallelo e sconosciuto. E' per questo che si ha bisogno di una specie di catalizzatore di emozioni, non perchè serva al nostro interlucutore per esistere, ma a noi per concentrarci su qualcosa, perchè la nostra mente è incapace di aggrapparsi a quello che non può contenere. Così il Crocifisso, così tanto discusso in questo momento, non serve per dare testimonianza a Cristo della Sua esistenza, ma a chi a Lui si rivolge. Togliere i simboli dalle scuole non influisce sull'Entità, ma spiazza i sensi fisici dei frequentatori delle aule che non hanno un punto di riferimento tangibile per i sensi stessi. Lo stesso dicasi per i sepolcri, di cui abbiamo già parlato in precedenza: Le foto dei nostri cari servono a noi per fissare la nostra attenzione e richiamare la memoria ed in questo modo riuscire nel nostro contatto spirituale. Nessuno è in grado e può fare a meno della preghiera, chi dice questo si arroga una presunzione che non compete all'umano, farne a meno è come eliminare una parte del proprio essere che ha bisogno proprio di questa per evolversi, esattamente come le altre parti del corpo. Il corpo ha bisogno del corpo per crescere ma lo spirito ha bisogno della sola scaturigine che alimenta se stesso e per entare in contatto con Esso c'è l'unico mezzo della preghiera. Chi si priva di questo mezzo è incompleto o mutilato. La preghiera è l'ingrediente che dà il profumo alla vita!

04 novembre

Un vaccino contro l'incertezza...grazie!

IL vero problema dell'Italia è che non si sa mai nulla per certo. Siamo in una bolla continua di incertezza, dovuta al grande caos che ci avvolge quotidianamente.Il problema dell'influenza A ci è giunto dall'altra parte del pianeta e se lo analizziamo bene non lo conosciamo ancora , nonostante sia l'argomento sulla bocca di tutti in questi giorni prorpio perchè lo stiamo vivendo sulle nostre spalle e nei nostri letti. Ci dicono di non prendere d'assalto gli ospedali e contemporaneamente continuano a parlarci degli aumenti dei decessi, ci dicono che il vaccino non è indispensabile e poi c'è tanta preoccupazione per questo ritardo nel metterlo a disposizione, ci dicono di non preoccuparci perchè il virus è molto più blando della comune influenza stagionale e ci fanno vedere ospedali presi d'assalto con persone in mascherina per proteggersi. Come al solito, su tutte le notizie vige il massimo dell'incertezza.Anche sul vaccino c'è insicurezza perchè alcuni dicono che sia assolutamente buono e testato altri dicono il contrario e potrebbe causare effetti indesiderarti anche gravi. La verità è che come al solito non ne sappiamo nulla! Di certo l'organismo che più possiamo considerare attendibile è il ministero della sanità che sembra abbastanza fiducioso e poco allarmista, per cui farsi troppe domande e preoccupazioni pare sia inutile e dannoso, anche se non si sa come potrebbe evolversi in futuro tutta la situazione. Da considerarsi a rischio sono tutte quelle persone con preesistenti patologie gravi che il virus ha la capacità di riattivare e rendere pericolose. Il problema però non è questo soltanto! Non si riesce a capire perchè ci sia tanta discordanza e tanta preoccupazione per un virus che tutti continuano a valutare di pericolosità blanda, è possibile che non si possa avere una versione definitiva neanche quando è in gioco la salute? In un articolo ho letto una frase inquietante che mi ha spinto a scrivere questo pezzo, in sintesi dice che per vedere se in realtà questo virus sia davvero poco pericoloso rispetto agli altri occorre valutarlo alla fine della pandemia quando il tutto si sarà risolto. Solo allora si potranno realmente analizzare le statistiche ed il numero di decessi legati all'influenza, per vedere se è più o meno nocivo degli altri.In altre parole aspettiamo e vediamo quante persone muoiono fino alla fine. Caspita avevamo bisogno di tutti i cervelloni del mondo riuniti per questo! Fino ad ora, pare ci siano circa 250.000 contagiati in brevissimo tempo nonostante il tutto fosse già risaputo da tempo. Mi chiedo preoccupato se questa fosse stata una malattia più grave, quanti sarebbero stati i decessi. Per quanto si possa essere all'avanguardia nelle scienze mediche, il rischio è sempre impossibile da valutare correttamente e da arginare: La natura si dimostra sempre imprevedibile e inaddomesticabile!

02 novembre

Duemila grazie!

Un pò di tempo fa, passando da queste parti mi venne la voglia di aprire uno space per inserirci un pò dei miei pensieri bislacchi, almeno quelli che riuscivo ad afferrare per la coda e mantenere sotto il mio berretto.Devo dire che non mi aspettavo che la cosa mi prendesse così tanto, all'inizio voleva essere soltanto un mezzo per sfogarmi intellettualmente, per dire al mondo quello che pensavo, senza farmi tacitare da nessuno. Un visitatore che entra in un blog, inevitabilmente entra nei pensieri dello stesso autore e non può interromperlo, come succede nella vita reale e nel parlato. Man mano che passavano i giorni e e mi sedevo alla mia scrivania la cosa mi prendeva sempre di più, così ho incominciato a spaziare su tutti gli argomenti possibili ed immaginabili. No ! Non ho intenzione di abbandonate il blog o di chiuderlo, ma guardando il mio contatore nelle statistiche mi sono accorto di aver superato le duemila visite per cui mi sento in dovere di ringraziare tutti coloro che passando da queste parti si sono soffermati sotto il mio berretto a leggere le mie piccole facezie. Certo duemila non sembra un numero enorme in internet, ma nel mio caso non è così! Questi sono "click"di qualità! E' facile trovare centinaia di migliaia di visitatori nei comuni siti, dove ci sono foto da scaricare, giochi, video ecc.ma qui non è così, in questo spazio non ci sono donne nude, niente video hard, niente calcio, niente tette! Qui ci sono solo i miei pensieri, quelli di una mente un pò bislacca, ma poi forse nemmeno così tanto che cerca di dire la sua su tutto quello che gli passa sotto mano e questo i visitatori che passano da qui lo sanno e proprio per questo è un piacere riceverli tutti. Certo c'è anche chi capita qui per caso, bislacca-mente è indicizzato nei motori di ricerca per cui molti sono arrivati fin qui cencando delle scarpe o qualche berretto da indossare, ma non importa chi cerca questi indumenti o accessori che dir si voglia è sicuramente un tipo in gamba! Nella vita ci vuole un cappello, un paio di scarpe ed una via da camminare!Pertanto continuerò a disturbare i vostri viaggi da internauti, in fondo siete voi che passate da qui, ve lo cercate proprio! Lo farò con le mie astruse elucubrazioni bislacche, senza avere la pretesa di modificare nulla di voi o del vostro pensare, ma cercando sempre di scucirvi un piccolo sorriso, augurandomi che in futuro ci possano essere ancora tanti e tanti visitatori da abbracciare tra le mie scarpe e sotto il mio berretto!

DUEMILA E PIU' GRAZIE A TUTTI!

01 novembre

Ognissanti,il mezzo per ridare vita ai defunti

Ogni anno ci riroviamo a pensare alle persone andate via da questa vita.Non mi piace usare il termine scomparsi. Una persona morta non è scomparsa, non si è sottoposta a nessun gioco di prestigio nè magico. Le persone nascono, compiono la loro vita su questa terra, ci regalano le loro amozioni, i loro sorrisi, la loro stessa presenza e poi dipartono da noi, ma non scompaiono nel nulla, altrimenti a cosa servirebbe recarsi presso i cimiteri e le loro tombe? Se fossero scomparsi non sarebbero lì, o meglio il loro ricordo non si condenserebbe presso queste fredde dimore. Non si può che fare un riferimento a Ugo Foscolo che nei "de' sepolcri" ha condensato egregiamente questo concetto : non è certo una tomba a rendere meno duro il sonno della morte! Le dimore dei nostri parenti estinti servono a noi , non tanto a loro, sono dei catalizzatori per concentrare la nostra attenzione sul loro ricordo che la spugna del tempo tenta incessantemente di portarci vai, giorno dopo giorno. Quando si è difronte alle lapidi, l'attenzione si concentra in preghiera ed il ricordo riaffiora dalle moltitudini attenzioni che in ogni momento ci sommergono, offuscando il passato che diventa sempre più imponderabile ed evanescente.

In ogni occasione importante, quindi, si dovrebbe ricorrere a questo mezzo per riavvicinarsi ai nostri parenti che ci hanno preceduto e a volte anche educato, per l'oro recarsi dai propri parenti defunti era un dovere necessario per ripensare all'inconsistenza di questa vita terrena.Parlo di dovere, perchè se ci si pensa bene, i parenti si perdono davvero , non quando muoiono, ma quando ci si dimentica di loro. Ritornare a visitarli e un mezzo per ricordarli e quindi per riportarli per quello che possiamo , in vita. Questo mattina, mentre tutti questi pensieri affollavano la mia mente bislacca, le mie scarpe mi conducevano verso il cimitero comunale, dove naturalmente sono custoditi i resti dei miei parenti più stretti, la mia vista quindi si posava sull'iscrizione all'ingresso:"solo chi è giusto non teme la morte".

Una frase secca, incisiva che non lascia molti modi interpretativi, perchè esprime una realtà comune a tutti: si può essere temerari ed eroi , così come comuni individui, ma la morte è un pensiero che ci accomuna tutti,una tappa scritta nel nostro DNA. La nascita infatti non è una certezza! Nessun può sapere se avrà un figlio o no, ma tutti sappiamo che la nostra vita, almeno questa terrena avrà un temine.E' un pensiero che ci affligge tutti, indistintamente e che come disse San Francesco, "dalla quale nessun uomo può scappare!Certo bisognerebbe davvero essere santi come lui per magnificare il Signore per avercela donata in questa vita, altrimenti è davvero il punto più incomprensibile della nostra esistenza. Tutti vorremmo rimanere forti, vigorosi , giovani e belli per l'eternità e non si capisce il decadimento del nostro fisico fino al raggiungimento di questo inviso epilogo. Contemporaneamente, entrando in un cimitero, ci si rende conto di quanto effettivamente, il senso della morte per alcune persone sia strettamente correlato con l'andamento della loro vita. Stamattina rivedevo le varie cappelle, tutte diverse per costruzione, architettura e materiali, addobbi e finiture. Alcune erano sontuose, rispecchiavano certamente il carattere dei loro "abitanti " che in vita probabilmente, erano benestanti,altre invece, più spartane, riflettevano una morigeratezza che sicuramente li ha accompagnati anche nella loro estrema residenza.Il tutto fa pensare, la cosa non è nuova al genere umano: gli storici hanno ricostruito tutte le usanze degli antichi nostri antenati, riscoprendo le antiche metropoli, fa dedurre che questa distinzione tra ricchi e poveri tra gli umani ci sia sempre stata, ma soprattutto fa pensara a quanto la vita e la morte siano correlate tra di loro, tanto da far dedurre che i due processi non siano antitetici ma piuttosto conseguenziali.

La morte quindi non è la fine della vita ,ne è il suo compimento, il mezzo trovato dal Creatore per rendere tutti uguali difronte a Lui, tutti hanno diritto a nascere e questo è possibile solo attraverso la dolorosa perdita di chi in questa vita si è già riversato, cosa che lascia il posto ai nuovi nascituri.Per quanto riguarda la paura che si ha di questo evento è una cosa più che normale, del resto ricordiamo una frase storica che può farci capire tante cose:" Se è possibile , passi da me questo calice", insomma, pur essendo Dio anche Lui in quel momento ha sperimentato questa sensazione.

Mi scuserete per questo pensiero, ma non potevo mica parlare di Halloween,quello l'ho già fatto, non vorrei diventare monotono!