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11 settembre Cambronne insegnaci tu!Dicono che la storia non si faccia sui SE eppure di dubbi ce ne ha lasciato tanti!
Ma ce n'è uno che proprio mi toglie il sonno!e che dimomostra,quanto siano importanti e quanto possano essere pesanti le parole.
E' la battaglia di Waterloo, quando il generale Pierre Cambronne, accerchiato dal nemico ed intimato alla resa risponde con una semplice parola di 5 lettere all'esortazione:" MERDE".Allo scandire della stessa tutti i suoi uomini vengono trucidati all'istante per mezzo della fucilazione.
Una semplice se pur puzzolente parola apre le porte del riconoscimento storico a questo ufficiale ed a me , quelle di un dubbio angoscioso e logorante:
Il Generale Cambronne, era veramente un eroe sprezzante del pericolo pronto a sacrificarsi per l'onore,oppure la sua era più semplicemente l'esternazione vocale di aver realizzato di essersi sporcato i pantaloni o che ne so , gli stivali?In fondo c'erano i cavalli!
Sta di fatto che una semplice parola cambia la storia, non certo quella di Waterloo naturalmente ( quella ormai era già compromessa di suo),ma quella di tutti quegli uomini e delle loro famiglie.Cinque lettere e : morti,vedove,orfani.
LE PAROLE SONO IMPORTANTI ED HANNO UN PESO!
Soprattutto quelle di chi ha delle responsabilità di rappresentanza:dai presidenti delle nazioni a ...che ne so le rappresentanze sindacali
Gli eroi poco educati lasciamoli riposare nei libri di storia, nella vita vorremmo gente scrupolosa e responsabile( magari che sappia pure leggere, intelligenti paucamALe insegna) 08 settembre intermezzoQuesto non è certo il momento per scrivere amenità e facezie come al mio solito.Purtroppo questo è uno di quei momenti dove non gira affatto bene, un pò in tutti i campi;
da quello lavorativo a quello finanziario a tante altre cose che ti piombano tra capo e collo senza avvertire.
In mezzo a tutto questo trambusto che poi in fin dei conti si può riassumere sotto il nome di vita,mi è giunta una nuova convocazione per partecipare ad un concorso letterario di poesia.Beh! E' una bella cosa, un momento che può per un pò farmi uscrire dalla pressione mentale che mi avvolge ultimamente.
Certo occorrerà pensare ad un soggetto e non credo che si possa pensare a qualcosa di allegro, mettiamoci all'opera e vediamo che cosa ne esce fuori.
Una poesia non può che nascere dall'osservazione ed in questo mi pare che io non abbia rivali modestamente, c'è chi mi considera un curioso, forse un pò troppo, in realtà sono solo uno che vuole partecipare a tutto quello che il palcoscenico della vita gli mostra una sorta di abbattimento delle quinte come faceva così egregiamente Pirandello nei suoi capolavori!
Ma non moltiamoci la testa in fondo sono solo un poeta millantato!
Vita, vestita ti mostri di sconosciuti sguardi e soffi sui miei giorni astuti orpelli e nuove melodie.
Maniscalchi che forgiano la seta i miei pensieri, sellano la mente, illusioni che spronano il cuore solo per momenti allineati ai televisori, ne cerchiamo gli ardori li accerchiamo come stufe noi stufi d’inverno immagini e voci meno sconosciute dei nostri più abituali, chiome d’oro filate in fantasia sorreggono dei sogni aggrappati elle menzogne.
Tutto intorno vedo il mare ceruleo riverbero del cielo ed ogni goccia una bava d’assoluto che scava rughe nel tempo. Taciturno, dalla botte di speranza, allampanato esco di nuovo scivolando perituro nell'ignoto e cerco la bellezza e cerco l'uomo fatemi sentire la sua voce, la poesia, franga il mio torpore nel solco dell’incanto in questo sconfinato turpiloquio dei sensi. 06 settembre mutanti ai volantiQualcosa di strano accade alle persone, quasi a tutte, a tutte quelle che hanno la possibilità di entrare in auto e grazie ad uno strano documento di colore rosa chiamato patente , mettere in moto e spostarsi per le strade delle città. Chiunque sia l’interessato, a qualsiasi ceto sociale o culturale esso appartenga non appena entra in macchiana e gira la chiavetta dell’accensione,subisce una mutazione improvvisa quanto inaspettata,assolutamente incontrollabile:s’incazza!Ma di brutto però!Con tutto il genere umano e con tutto ciò che vede passargli dinanzi al parabrezza .Così iniziamo( perché questa mutazione riguarda anche me naturalmente, visto che anch’io da patentato non posso estraniarmi),a percorrere le nostre strade incanalandoci in quelle più confortevoli se possibile.Osservare dei ciclisti che tentano le loro volatine al centro strada disponendosi per quattro, può veramente far saltare i nervi, perchè non sai mai se azzardare un sorpasso. L’automobilista si preoccupa dell’incolumità della fiancata della sua auto nell’eventualità dovesse frantumare il primo ciclista della fila in un rientro improvviso. Così al guidatore sconfitto nei suoi intenti,non resta che sfogarsi con l’unico mezzo a sua disposizione, che usa come se fosse un’arma contundente:il clacson.L’uso sapiente di questo accessorio indispensabile dell’auto,può diventare un vero e proprio mezzo di comunicazione: Un suono secco e breve significa “svegliati tonto,non vedi che è gia scattato il verde o dobbiamo aspettare che finisci di schiacciarti i punti neri vicino allo specchietto retrovisore?”,alcuni hanno addirittura, ipotizzato la teoria dell’attimo, dicendo che questo appunto è il tempo che intercorre tra lo scatto del verde e il suono del clacson di chi ci sta dietro ( comunque sono teorie empiriche senza nessun riscontro matematico) ; Un doppio suono secco significa “ciao amico”; doppio con un altro più lungo : “ciao amico,hai visto che bella macchina nuova mi sono fatto? Tiè schiatta d’invidia!” Un suono prolungato invece è sempre sintomo di malcontento, dietro le spose per esempio non significa “ viva gli sposi come si crede erroneamente”ma : “sei contento adesso ? cretino! E muovetevi che sono già le quattordici ed ancora non sappiamo neanche dov’è il ristorante!” Ma solo il suono del clacson a volte può non bastare occorre anche un aiuto alla comprensione, per esempio un suono prolungato con l’ausilio di un dito medio sporgente dal finestrino, significa che il nostro interlocutore non ha gradito qualche nostra manovra e che ci consiglia di spostarci verso un luogo diverso dal solito, ma sicuramente poco ospitale.Un suono prolungato con l’utilizzo di ben due dita sporgenti, indice e mignolo, vuol dire che in nostro retore molto cortesemente ci sta mettendo al corrente delle costumanze disdicevoli della nostra consorte. Naturalmente dei suoni lunghi ed intervallati vogliono significare “ corri cretino ti stanno rubando l’auto!” Comunque sia il problema fondamentale è che l’uomo o la donna al volante non sono più in grado di controllare pienamente il loro carattere, il loro modo di essere! Gli atteggiamenti al volante sono quasi meccanici senza volontà,però quasi tutti fanno le stesse cose, le donne si specchiano narcisisticamente negli specchietti, tutti anche quello del lato passeggero, mentre gli uomini si dilettano nel loro hobby preferito lo scandagliamento della narice sinistra con l’indice della stessa mano, cosa che non bisognerebbe mai fare per ovvie ragioni, in caso di incidente diventa una cosa ardua riuscire a spiegare agli operatori del 118 il motivo della mano attaccata al viso e la fuoriuscita del dito dall’orecchio. Allora io dico ma se sto appena uscendo dalla rimessa dove è custodita l’auto, se sono già fuori di me perché le mie notti a volte sono peggiori di protagonisti di nightmare,se ancora non ho proferito parola con alcuno perché non ho ancora ben capito dove è situata la mia faccia,perché tu sconosciuto mi strombazzi dietro il clacson solo perché in città non ho ancora raggiunto gli 80 kmh?. E poi si corre sempre, devi andare dal lattaio, vai a tutta birra! Devi andare al lavoro?Si a spetta appositamente l’ultimo momento per partire proprio per avere la scusa .Eccessi senza ragione e tutto perché il veicolo ci trasforma in mutanti assolutamente fuori controllo. Fortunatamente il tutto passa con il parcheggio dell’auto quando finalmente il peggio è passato e si ritorna normali ed al primo suono di clacson diciamo tutti la stessa cosa: “che maleducato!” |
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