Profilo di VincenzoIo...tra le scarpe ed il...FotoBlogElenchiAltro ![]() | Guida |
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30 settembre Storie di perdigiorno bionde brune e bislacchiUn pò di onni or sono, nel periodo della mia adolescenza, mi trovavo con un gruppo di amici.Si sa quando degli sfaccendati come potevano essere noi, son in totale libertà non possono che intavolare qualche discussione del tutto inutile. Ora, quando degli uomini si incontrano e cominciano a parlare non possono che affrontare tre argomenti di fondamentale importanza : il calcio, la formula 1 , le donne. In quella circostanza, mi ricordo, eravamo pesantemente accalorati, nel cercare di risolvere uno degli enigmi più importanti e fondamentali per l'intera umanità e per le generazioni postume che sicuramente ci avrebbero ringraziato qualora avessimo trovato una soluzione all'angoscioso dilemma. Nel particolare ci chiedavamo se la seduzione fosse prerogativa delle donne brune oppure di quelle bionde. Del resto i pochi neuroni funzionanti all' epoca non è che avrebbero potuto consigliarci disquisizioni più profonde. Avreste dovuto vedere i miei amici di un tempo ! Il più intelligente e preparato si vantava di essere riuscito a conquistare praticamente tutte le donne del pianeta, figuriamo il più sfigato! E mentre si discorreva animatamente ed ognuno lasciava il suo pensiero in proposito e la discussione aumentava di intensità e di spessore intellettuale, infatti sapevamo benissimo la nostra responsabilità storica in quel momento, si delineò alle nostre spalle una sagoma umana che ben presto si materializzò in una figura ben distinta e conosciuta. Si trattava di un uomo ben noto nel mio paese praticamente conosciuto da tutti, anziani e non ed individuato all'unanimità come un mezzo folle che ancora oggi si ostina ad indossare cappelli enormi ed improponibili e a camminare in una maniera molto particolare tanto da essere individuato immediatamente. Naturalmente, degli oziosi scioperati non potevano che interrompere immediatamente il loro simposio sui massimi sistemi esistenziali per intavolarne un altro alle spalle del malcapitato che immediatamente venne "messo in mezzo". Allorchè, uno di questi miei compagni nell'ignavia volle sottoporlo ad una domanda di grandissimo rilievo intellettuale, affermando che se un uomo avesse trovato nel suo letto una donna nuda sarebbe stato poco virile a non approfittare della circostanza per espletare le sue funzioni mascoline( del resto, l'ho sempre detto che il maschio umano discende dal maiale).Naturalmente tutti gli altri non poterono non confermare quello che per loro era una verità incontrovertibile.In quel momento però il nostro amico un pò "strano" se ne usci con una frase , molto interessante Affermando: " Se uno è un uomo vero lo non lo fa, un uomo vero va via!" E dicendo queste parole con suo strano moto deambulatorio girò i tacchi e se ne andò da dove era venuto. Mentre tutti proseguivano a canzonarlo, io mi resi conto per la prima volta che quell'uomo non era poi così matto ma che anzi, forse in lui c'era molta più intelligenza e amore per se stesso di quanto non ne avessimo tutti noi sfaccendati. Ancora oggi molto probabilmente i miei compagni di sciocchezze continuano a pensarla come allora, ma se ci riflettiamo, quell'uomo dallo strano cappello aveva proprio ragione; la virilità non va dimostrata a nessuno non ce n'è motivo. Non sempre il piacevole è giusto, anzi non lo è quasi mai. La persona per bene, non segue la moltitudine, segue la verità e la dico grossa: quell'uomo in quelle poche parole aveva concentrato in un certo senso tutto il messaggio messianico, i Vangeli non dicono altro: per tendere in alto bisogna guardare là dove gli altri non vedono. Per cui, oggi dopo tanto tempo in barba a tutti coloro che ancora oggi canzonano questo signore, noi di Bislacca-mente( che poi sarei io) lo onoriamo riconoscendogli il diritto di vero bislacco tra scarpe e cappello. P.S: All'angoscioso dilemma, tra bionda o bruna, io per essere sicuro e non sbagliare ho scelto di sposare una castana, la verità sta nel mezzo! 28 settembre Privacy? Si , un bel sogno!Quante volte avete sentito parlare di violazione della privacy? Pare sia diventata una fissazione, adesso tutti si sentono minacciati, sempre , da chiunque, addirittura ho sentito una mia parente che si lamentava dicendo che il telefonino essendo privato non bisogna prestarlo nemmeno al proprio marito. In internet poi le violazioni sono all'ordine del giorno. Del resto i reality della tv sfruttano proprio questo lato della natura umana per fare successo e soldi. Tutti cerchiamo, chi più chi meno di soddisfare la nostra curiosità e la nostra parte più ficcanaso. Il problema nasce quando i nostri dati vengono messi in circolazione senza il nostro consenso e possono attraverso la rete fare praticamente il giro del globo terrestre. Tutti cercano di cautelarsi come possono ed il garante è sempre pronto ad intervenire, ma la cosa diventa sempre più difficile, visto che la rete aumenta il suo bacino d'utenza in maniera esponenziale. Quidi occorre fare molta attenzione, immettere nei siti pochi dati sensibili, possibilmente evitare le foto e cautelare i minori, non immettre nelle chat dati importanti come coordinate bancarie ecc.Ma tutto questo basta? Io penso proprio di no!Diciamoci la verità, in internet la riservatezza è solo un bel sogno, un' utopia. Nel momento in cui qualcuno si mette in rete connettendosi, la sua privacy va a farsi benedire ed i suoi dati incominciano a fare il giro del pianeta. Pur non inserendo nessun dato o rispondendo a nessun messaggio i dati viaggiano lo stesso attraverso il codice IP.L'IP è un codice numerico unico e soggettivo uno per ogni utente, una sorta di impronta digitale che lasciamo in ogni sito che visitiamo, sempre e comunque. A questo codice corrisponde una persona e tutti i suoi dati, perchè e assegnato dal provider che naturalmente conosce l'utente. Qualcuno, dirà che il provider non diffonde i dati ma comunque il codice appartiene a una persona fisica in definitiva. Per farla breve quelli che credono di potere tutto con l'anonimato del web sono avvertiti! Non è vero ! Internet è un mezzo prezioso e deve essere usato bene, ma anche così non si sta del tutto al sicuro, perchè la rete è ormaì una fonte inesauribile per chi in poco tempo e senza spendere soldi voglia improvvisarsi uno sfruttatore. Quello che vi dico è vero e dimostrabile per cui attenzione ai siti che visitate e le persone che virtualmente incontrate. Se volete sapere qual'è il vostro codice eccolo qui, ma non vi preoccupate lo potete visualizzare solo voi! Questi codici se pur in maniera non pubblica sono visibili a tutti gli amministratori di tutti forum moderati che comunemente frequentate, la bannerizzazione di un utente agisce su questo codice.
Come dicevo, la privacy è solo un sogno! 27 settembre Una passeggiata domenicaleImmersi nel caos cittadino , nello smog e nelle nostre attività, può diventare straordiraia anche una semplice passeggiata domenicale in campagna.Anche per chi vive nella nostra realtà cittadina, praticamente, l'insediamento urbano quasi si confonde con quello agreste.I colori della natura, il verde dei manti erbosi, gli ultimi sprazzi cromatici delle corolle fiorite e le sfumature di marrone tra i rami che presagiscono l'inizio del mal tempo, sembrano quasi sconosciute quando per un giorno si decide di staccare la spina ed affacciarsi nella nostra bellissima valle d'itria, un patrimonio meraviglioso che tante volte dimentichiamo di possedere. In questo periodo poi, entrare nelle vigne pugliesi è davvero qualcosa di eccezionale, visto l'attività della vendemmia in corso, con i suoi profumi che purtroppo le nuove generazioni stanno perdendo, l'aria settembrina con la sua umidità rievoca antichi ricordi dell'infanzia, quando con le nostre piccole comitive si partiva a piedi per il pellegrinaggio verso Alberobello verso la basilica dei Santi Medici.Una piccola gita fuori porta può davvero mettere in pace lo spirito, enucleandoci da tutti i fronzoli della vita agiata e sofisticata per riscoprire la semplicità, i suoni, i colori, gli odori.Con uno sguardo ancora più attento si può arrivare fino a dimensioni ridottissime e rendersi conto della frenetica attività degli insetti, dell'esistenza di un mondo in miniatura che normalmente dimentichiamo abituati come siamo alla maestosità delle nostre città. Spostandosi nei tratturi ci si rende conto della vita che il nostro stazionare eretto ci preclude.Formiche, indaffarate per l'inverno, lucertole che si crogiolano agli ultimi raggi prima del freddo e del letargo ed anche qualche malcapitata mosca che finisce tra le fauci di qualche animale a sangue freddo.La natura lentamente si addormenta ed è veramente bizzarro notare che di contrappunto alcuni fiori spontanei si differenziano dal resto sforzandosi di tinteggiare coi loro colori forti questo fine Settembre che sbiadisce lentamente.Tra le molteplici varietà e disuguaglianze della campagna sfoggiano la loro rude bellezza i ruderi antichi che conservano ancora i segni del vissuto di uomini ormai scomparsi o troppo vecchi per prendersi cura e ridare vita e quelle costruzioni,ci si ritrova immersi in epoche differenti, come entrati in una macchina del tempo che lavora a singhiozzo lasciandoci sprazzi del presente ed anfratti di passato che il tempo come una spugna tenta di cancellaare inesorabilmente. Finita la gita si rientra bruscamente e quasi dolorosamente nella comune realtà eppure quegli odori persistono nella memoria quasi a colorare e ravvivare oniricamente la nostra quotidianità. BUONA DOMENICABuona domenica
a tutti voi che passate tra i miei scritti a coloro che lasciano un messaggio a tutti quelli che leggono e restano zitti. Buona domenica a chi la passa davanti alla tv a quelli che di fiction e di reality ( come me) non ne possono più! Buona domenica
a chi riposa, a chi prega a chi lavora senza tregua. Buona domenica
a chi pensa, a chi scrive
a chi crede ancora che il mondo sia un bel posto ai disoccupati in cerca di un posto. Buona domenica
ai bislacchi col berretto a chi sente una piccola emozione dentro il petto a questi versi composti cosi, di getto. Buona domenica a tutti voi amici naviganti a quelli nuovi e a quelli già passati ieri che tornate oggi ad abbracciare i miei piccoli pensieri! BUONA DOMENICA!
Si è capito che volevo augurarvi una buona giornata?
25 settembre L'autunnoL’autunno
Ricadono lievi, le foto d’estate
pennellate di ocra sui paesaggi regalano messaggi e visioni più fosche tra gli schizzi di marroni in caldarroste. Profumi di bosco inebriano il mattino e mosto che ribolle d’impazienza in attesa che venga S.Martino s’arrossa, come il cielo rubino ubriaco di vino al tramonto. Nel suo compleanno, l’autunno è disceso su tutta la piana, di tramontana tra felci bagnate, spegne la sera e l’ultima candela d’estate. (proprietà letteraria dell'autore del blog)
23 settembre la pace nel mondo e le torte di compleannoLasciare un pensiero bislacco su argomenti pesanti , proprio in questo momento non mi pare cosa facile da fare. Immaginiamo di voler organizzare una festa di compleanno, la nostra festa! Abbiamo pensato a tutto .le luci , la musica gli inviti per i partecipanti, ci manca solo il pezzo forte, la cosa che a nessuna festa di compleanno manca o potrebbe mai mancare, la torta! Decidiamo allora di acquistarla presso il nostro pasticciere di fiducia e per essere sicuri, la facciamo preparare di 25 porzioni anche se sappiamo che gli invitati saranno solo in quindici, la facciamo fare più grande perchè siamo dei golosacci e vorremmo lasciarci qualcosa per il giorno successivo e perchè non si sa mai, qualche imbucato alla nostra festa, no! Non possiamo fare brutte figure per cui in barba allo spreco, crepi l'avarizia abbondiamo nelle proporzioni, in fondo è o no il nostro compleanno? Ebbene, è già l'ora di cominciare i festeggiamenti e ci accorgiamo che purtroppo gli intervenuti sono molto meno del previsto, sono solo in 5! Che volete, col nostro carattere ed il nostro essere bislacco è già molto che ci siano questi amici a farci compagnia, di qui già comprendete di stare un pò sulle balle a tutti! Normale amministrazione, non ci preoccupiamo più di tanto, pensiamo, meglio pochi che male accompagnati e apriamo la serata senza pensarci , certi che tutto andrà per il verso giusto, con amici giusti e sinceri. Per cui la festa va avanti fino al taglio e divisione della torta, spegnete le candeline soffiando il vostro desiderio che sicuramente riguarda in qualche modo le persone che vi hanno dato buca e finalmente dividete la torta in 6 parti una per voi e 5 per i vostri irriducibili compagni di abbuffata, candidati al coma diabetico. Il quel momento però , l'imprevisto! Arrivano i ritardatari, tutti quanti, propinandovi mille scuse e mille disastri stradali evitati pur di essere presenti alla vostra festa se pure non puntuali.Si, va tutto bene ma il problema adesso ormai è creato!Vi falsificate in mille sorrisi ed in tremila " non fa nulla , non ti preoccupare"ma la sciagura sta per abbattersi e lo sapete. I Vostri amici puntuali hanno già la torta nel piatto, tutta la torta nel piatto e non potete farci nulla, cercate di dividere il pezzo vostro, ma risulterebbe troppo piccolo per tutti e pare che gli altri non vogliano saperne di dividere il loro, siete nei guai, non li avete creati voi ma ne siete in mezzo fino al collo! Così l'inevitabile, scoppia la lite tra gli astanti e non potete farci nulla. Chi ha già avuto il dolce potrebbe benissimo dividerlo in più parti e ne rimarrebbe ancora tantissimo, infatti ne avete preso di più apposta, perchè tutti ne fossero lieti.Altro che! Quelli preferiscono rimpilzarsi fino a stare male e vomitare magari, ma di dividerla non se ne parla proprio e gli altri? Quelli li accusano di avarizia e con chi se la prendono con voi!La festa prima compromessa dal ritardo è definitivamente rovinata!Adesso basta solo modificare i personaggi e le situazioni ed il gioco è fatto!La feta è il creato, gli invitati i popoli, la torta le risorse economiche e i territori.Chi ha tantissimo tanto da stare male e chi muore di fame, così il tutto si risolve con il caos, la guerra e tutte le altre amenità che il genere umano si è inventato per farsi del male.Inventano storie assurde tipo la guerra santa, ma di santo non c'è proprio nulla nell'ammazzarsi per qualcosa che basta solo dividere in una maniera più appropriata.Una soluzione possibile? Mah! la si può solo immaginare.Una commissine superiore a tutti i popoli che provveda alla giusta partizione delle ricchezze e degli spazi, ricordiamoci che esistono ancora popoli senza un territorio specifico su cui stanziare.Facile a dirsi ma praticamente impossibile, perchè inevitabilmente la suddetta commissione dovrebbe passare nel setaccio della politica che a sua volta si sa, è manovrata dai monopoli economici planetari e quelli, a dividere la loro fetta di torta non ci pensano proprio! Avete capito ora perchè non festeggio mai il mio compleanno? Prevenire è meglio che curare, non vorrei causare involontariamente un... incidente diplomatico! 18 settembre La vita è una cosa seria !Alcuni anni fa, esattamente 10, mi trovavo così..."casualmente" in una chiesa durante una funzione religiosa diciamo... abbastanza importante! La lettura del giorno riguardava un pensiero di Gesù, sulla casa costruita sulla roccia. Di seguito il sacerdote, durante il suo commento, esordì con una frase che evidentemente doveva segnarmi per il resto della vita se la ricordo ancora adesso in maniera così fervida : " I santi sono diventati tali, non perchè erano in grado di fare miracoli, ma più semplicemente perchè hanno capito una cosa, che la vita è una cosa seria. Vivere seriamente significa, riscoprire la centralità dell'uomo nella storia attraverso la coerenza nel rispetto delle sue scelte." Una frase pesante, importante che occorrerebbe riscoprire e studiare parola per parola per comprenderla a fondo. In seguito l'officiante mi chiese se fossi stato in qualche modo condizionato per essere lì presente in quel momento ed ancora datomi il microfono, mi fece leggere e declamare le seguenti parole:" Io Vincenzo prendo te... come mia sposa e prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti ed onorarti, tutti i giorni della mia vita". Una frase importante e pesante nello stesso momento. Non solo una promessa di fedeltà, ma molto di più quell'onorarti rappresenta una condizione partecipativa alla vita coniugale molto più importante e complessa del sempice esserci! Una realtà accettata , cercata e non imposta che vincola in modo assoluto due persone che fino a quel momento godevano di piena libertà di intenti, di vedute, di discernimento e di vita. E si! Sono passati 10 anni, oggi ricorre il mio/nostro anniversario di matrimonio, perchè anche i bislacchi si sposano e fanno figli.Quel giorno non avevo nè cappelli nè berretti ( anche se il parrucchiere aveva provveduto a farmi un'acconciatura stile casco da motociclista).Avevo solo una paio di scarpe nere nuove, ad indicare il cammino che si stava per iniziare, qualcosa di completamente nuovo e sconosciuto, ma che sicuramente è valso la pena di iniziare visto tutto quello che ci ha concesso e continua a concederci, vedi un figlio meraviglioso. Il decimo anno è un primo punto per un resoconto ed a volte mi chiedo anzi, me lo chiedo spesso se riesco e sono riuscito a realizzare quell' "onorarti" di quella promessa fatta in partenza. Ma stamane mia moglie, mi ha scritto una bellissima lettera ed in fondo c'era un pensiero, questo:" Ti voglio 10 anni di bene in più e non ti cambierei per nessun altro al mondo neanche con uno meno calvo di te!!!" Beh! Forse... qualcosa vorra dire! Ps: Esagerata !! Non li ho mica persi tutti ancora, non sono mica calvo! 17 settembre 'elogio del pollice e l'invidia delle scimmieAbbiamo una strana considerazione del nostro corpo; o meglio,una considerazione differenziata delle sue varie parti.Prendiamo per esempio il viso: è chiaro che essendo la parte più visibile e più in mostra di tutta le persona riceva una considerazione particolareggiata, così come il cuore, per le sue funzioni vitali ed il cervello sede del pensiero e della nostra essenza.Altre parti del corpo invece vengono un pò deconsiderate e individuate come di secondaria importanza. Per esempio, possiamo considerare i piedi, importantissimi per il movomento, eppure sempre emarginati . Ora prendamo in considerazione una parte sempre ben in mostra ma mai realmente valorizzata : il pollice.Pensate a quante cose si possano fare con questo dito! Diventa indispensabile nei trasporti, ci si può fare l'autostop, è importante nei momenti di relax, nello zapping è il comandante del telecomando ed in informatica? Come farei a battere sulla barra spaziatrice? In realtà, c'è da dire che l'evoluzione dell'uomo sia così fortemente avanza rispetto gli altri primati, proprio per la differenziazione di questa piccola parte del corpo rispetto a tutti gli altri animali. Vi starete chiedendo cosa c'entri tutto questo con il mio mondo bislacco, abbiate un attimo di pazienza...tutto a suo tempo.Immaginiamo di avere la mano di una scimmia per esempio , va da se che il mondo che ci circonda sarebbe completamente differente, tutto quello che si definisce costruito dall'uomo, sarebbe diverso. Il pollice permette di tenere in mano una penna, esiste la scrittura grazie a lui, la pittura, la sartoria, per farla breve la precisione è funzione del pollice che in combinazione con l'indice permette tutto questo e di conseguenza ha permesso anche l'evoluzione del cervello. Con un pollice troppo luingo, non ci sarebbe stata la Cappella Sistina, il David, la Divina commedia sarebbe solo un' opera tramandata oralmente, ammesso che il sommo poeta fosse riuscito a ricordarla tutta senza sbagli o lacune per poi insegnarla a tutti i suoi discendenti. Che macello sarebbe il mondo! Perfino gli assegni non si potrebbero comporre e già! Nessuno potrebbe appore la propria firma e si sa... verba volant! La nostra generazione non avrebbe conosciuto il suo mito: Artur Fonzarelli, alias Fonzie, il suo pollice ed il suo "yeah!", ed il pollice verso nelle arene romane? Tutto questo per dire cosa... concretizziamo il pensiero bislacco della giornata! Che noi umani creamo delle discriminazioni nel nostro corpo ed il pollice e non solo quello ne fa le spese! Solo perchè questo dito non è come gli altri, perchè è più piccolo ha una falange in meno, eppure senza di lui noi saremmo degli esseri inferiori. E' così! Basta una piccola differenza e vai con l'emarginazione. Vi ricordate la storiella del brutto anatroccolo! Scacciato da tutti e poi appartenente ad una "razza" meravigliosa forse la più bella del regno animale. Se facciamo questo col nostro corpo, con le nostre membra figuriamo cosa sappiamo fare con la carne altrui. Allora quando vediamo un " diverso" invece di giudicare, di additare, di scostare ed emarginare, guardiamoci il pollice e pensiamo che le scimmie , questo strano dito ce lo invidiano tanto! 15 settembre Io...i sogni, il lotto e......e non ci azzecco mai! Ma prorpio mai! Allora, la settimana scorsa ho fatto uno strano sogno, cosa abbastanza inusuale, o meglio, probabilmente la cosa avviene come in tutti gli esseri umani tutte le notti ma io non li ricordo mai, evidentemente sono cose così irrilevanti che il mio inconscio li rimuove immadiatamente , per lasciare spazio alle mie castronerie, quotidiane.Dicevo che la settimana scorsa, dopo aver evidentemente ingurgitato qualcosa di pesante a cena ho fatto uno strano sogno: mi trovavo a casa e guardando fuori dalla finestra che si affaccia sul mio terrazzo, mi rendevo conto che lo stesso era pieno di bianchissima neve, successivamente mi ritrovavo in strada e con mia gradita sorpresa, nel bel mezzo di una banda musicale, ancora mi spostavo nel centro storico trovando una lettera aperta su un leggio di legno massello, poi Mike Buonogiono con la fascia da sindaco che si avvicinava alla statua si un santo. Dopo tutto questo, l'altra sera mi sono svegliato in maniera brusca e sceso dal letto mi sono precipitato ad appuntarmi il tutto su di un foglio di carta. Così ho giocato la cinquina la lotto, secca sulla ruota di Milano naturalmente pensanado a Mike Buonogiono con la fascia da sindaco. Ebbene si l'ho fatto! Per tre volte e vi dico che oggi posso essere ben lieto di aver perso 10 euro! Perchè non è uscito neanche un numero manco a pagarlo io! Mi direte che 10 euro sono un pò pochine, vabbeh! Ma io sono bislacco mica scemo! Eppure ero convinto che questa sarebbe stata la volta buona,tanto erano particolari le scene oniriche! Il tutto era molto complesso ma queste figure si distinguevano nettamente da tutto il resto del contesto. Invece nulla, neanche un numero, neanche un piccolo sussulto. La morale è sempre la stessa: i soldi bisogna sudarseli tutti! Io poi non ne desidererei naenche tanti! Solo qualcosa per dare un pò di verve a tutto il resto, per togliermi qualche sfizio: ... ; non importa! Del resto come si dice: sfortunato al gioco...! Ed io in amore vado forte, nessuno potrebbe essre più felice di me! Ragazzi miei, qualora qualcuno abbia la voglia di leggere questa mia nottata infruttuosa, nella vita ci vuole proprio olio di gomito, non giocate nè spendete troppo inseguendo chimere improbabili, concentratevi di più sugli affetti e per loro datevi da fare... si vive bene lo stesso anzi, anche meglio! Del resto se non ho vinto che cosa posso dire? 13 settembre Il rientro e gli ingorghi...di ricordi!Si torna a scuola,ultima domenica da vacanzieri e poi, tutti i piccoli si ritroveranno a fare la fila dietro le porte della scuola.Quello che ne conseguirà già lo immagino, aumento del traffico in maniera assurda.Da queste parti è una cosa direttamente proporzionale all'attività scolastica e non solo a quella, anche in funzione dell'attività atmosferica, del resto quando la viabilità è gestita con i piedi non può che essere così.Tutto questo non potrà che rincondurci con la mente ad un mondo parallelo fatto di ricordi, quando noi genitori vestivamo i panni dei nostri pargoli per sottometterci al supplizio scolastico.Dopo una notte insonne il piccolo Vincenzo vestito di tutto punto, lavato e con unghie ben tagliate era pronto per entrare nell'auto familiare ed essere accompagnato al cancello scolastico, lo stesso dove sarà accompagnato mio figlio domani. L'auto era molto spaziosa essendo una station wagon, e lo sembrava ancora più grande agli occhi di un piccolino di prima o seconda elementare, così la bianchina diventava il mezzo più odiato del mondo in quel momento perchè ci accompagnava al martirio, anche perchè si era ben consapevoli che sarebbe durato ben nove mesi ed a nulla sarebbe valso rifugiarsi in mal di pancia o di testa, la questione si poteva solo rimandare ma non cancellare del tutto.Così si arrivava all'entrata della scuola e si guardava l'enorme cancello che agli occhi dei piccoli doveva dare la sensazione che ebbe Dante nel leggere la frase "lasciate ogni speranza voi che entrate". Pensieri di bambino, ben lontani dal conoscere le altre questioni della vita, da questo punto di vista,non mi pare che sia cambiato molto in me, ancora oggi prima di affrontare un problema o di risolverlo, già so che mi aspetta una notte ad occhi aperti.All'epoca della mia fanciullezza non comprendevo quando la mamma mi diceva quanto fossi fortunato ad andare a scuola e che avrebbe voluto tanto essere lei al mio posto, lei che a scuola non ci era potuta andare, perchè non aveva le scarpe per raggiungere l'edificio. Mi chiedevo il perchè di questa necessità, il perchè dello studio, dell'imparare, ma soprattutto il perchè della mia maestra e dei suoi metodi. Oggi mi chiedo, il perchè di tante altre cose, sul lavoro, nel vicinato, cose che come allora non hanno risposta e mi accorgo che solo oggi queste domande sono la risposta al piccolo Vincenzo di allora.Ma sarebbe troppo lungo aprire un soliloquio su questo argomento.Quello che so per certo, è che i tempi sono cambiati, a scuola non si va più con la bianchina, ma col suv, che le maestre hanno altri metodi e più sorrisi, che i bambini non usano più la cartella ma gli zaini policromatici, trasformando l'ingresso scolastico, in un tutmulto carnascialesco, che non hanno più il terrore di quel grigio cancello. Ma una cosa è rimasta identica e mi riempie di tanta tristezza e nostalgia : il problema del traffico! Quello, è rimasto identico, anzi è addirittura peggiorato! Fede, opere, teoria e pratica" Uno potrebbe dire: -Tu hai la fede ed io ho le opere. mostrami la tua fede senza le opere ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede!".E' una frase tratta dalla lettera di San Giacomo Apostolo...notevole quante riflessioni si possano fare leggendo le scritture.Mi verrebbe voglia di aprire una sezione nel blog dedicata a questi argomenti. Vedremo! Il fatto è che la letteraratura sacra si fonde bene col vivere quotidiano, prendendola in considerazionesi può comprendere la vita presente e fisica. Una frase come questa, indica la vuotezza degli intendimenti se poi il tutto non è correlato da una pragmaticità, per realizzare il tutto. Interessante! Ci sarebbero una ventina di persone a cui vorrei spiegare questi passaggi, mi piacerebbe proprio! Per una volta salire in cattedra e mettere sotto lezione quelle persone ed in questo periodo e ce ne sono tante, che predicano continuamente e poi non agiscono! E' come avere l'intenzione di costruire una casa, averne il materiale e non muovere un dito nell'attesa che qualcosa si compia da sola, sotto l'influsso del pensiero che prima o poi qualcosa si muoverà! Mah! Se uno crede in Dio sa benissimo che Lui ci ha donato la forza, i muscoli e le capacità intellettuali per risolvere i problemi, ed il Suo appoggio si realizza proprio nell'utilizzo di questi mezzi a nostra disposizione. Aiutati che Dio ti aiuta, recita l'adagio popolare, nella diffusione di un credo così come nella risoluzione dei problemi.Pensiamo alle gradi opere del passato, così come alle grandi imprese filosofico-religiose.Madre Teresa di Calcutta, Giovanni Paolo II e poi ancora Ghandi e così a continuare fino all'infinito, c'è da chiedersi se queste persone abbiano solo avuto fede, in un Dio o in un ideale o viceversa abbiano davver messo le mani in pasta e modificato di fatto il mondo e le realtà circostanti . Io credo che solo agendo nel concreto si possa valorizzare il pensiero e farlo diventare efficace. Molto complicato dipanare il tutto a chi so io! Molto meglio scendere dalla cattedra, indossare di nuovo il berretto e muoversi per conto proprio... e vediamo che succede! 11 settembre l'esperienza e la lenta erosione del tempoQuindi si ritorna a guardare quello che ci circonda: le persone, i paesaggi, le case, i balconi, e tutto quello che possa essere accarezzato dallo sguardo assonnato mattutino.Tutte cose ben conosciute e distribuite dalla routine della nostra quotidianità. Eppure, stranamente ogni giorno continua ad essere assolutamente unico ed irripetibile, sembrerebbe un controsenso ma non è così. Le persone e le cose si modificano a seconda della loro esperienza del vissuto, un uomo se pure visto il giorno prima è da considerarsi copletamente differente, in quello successivo, perchè le esperienze fatte in quelle poche ore l' avranno cambiato anche se tutto in apparenza potrebbe sembrare immutato. La vita, come aggregazione delle esperienze, non può essere considerata solo nei lunghi periodi degli anni, ma ogni istante è un utensile che forgia, scolpisce e forma l'identità di una persona, così come delle cose che ci circondano. Pensare a questo è un modo per considerare in modo differente tutto quello che ci circonda, riscoprendo la mutevolezza degli individui così come di tutto il creato. Supporre una via definitiva per qualcosa o qualcuno, significa vincolarlo ed ingabbiarlo in un pregiudizio, cosa che nessun essere umano ha diritto di fare. Sembrerà strano ma questa è una delle cose più difficili da realizzare. Si potrebbe pensare che basti la semplice volontà eppure non è così facile, a meno che non vogliamo asserirlo, così, ipocritamente, tanto per farci belli, vantandoci di un'aperturea mentale che molto probabilmente non abbiamo. Molto più semplice, invece, ghettizzare, giudicare, catalogare in nicchie mentali e sociali. E' la cosa più naturale che riusciamo a sviluppare nei rapporti e nelle considerazioni. Non fosse così, mi si dovrebbe spiegare il perchè di tanta mobilitazione per la condivisione dei diritti e poi tanta disuguaglianza sociale.Così, mentre camminiamo la nostre giornate, osserviamo, l'ingiallirsi delle facciaate dei palazzi, così come l'incanutirsi delle chiome di chi senza saperlo viene scannerizzato dal nostro sguardo e questo ci dona la strana consapevolezza di come il vissuto non sia solo qualcosa di aleatorio, ma qualcosa di ben visibile con colori e forme erose. Anche questo piccolo spaccato, non potrà certo cambiare le cose, ma serve a me e spero anche a qualche passante per riflettere, su tutto quello che ci circonda, perchè tutto esiste, per ognuno di noi, in funzione della nostra consepovezza, consapevolezza che deve per forza essere guidata dal nostro sguardo o in alternetiva dal nostro ricordo. Il rispetto nasce da tutto questo, dall'interno di ognuno di noi, per poi concretizzarsi nelle parole, nei gesti e nei fatti. Così le immagini, da una visiera alzata passano sotto il berretto, vengono elaborate in una mente bislacca e portate in giro da un paio di comunissime ma comode scarpe, fino ad approdare ad una tastiera, un monitor ed una mente artificialee che le rende comuni attraverso la rete. Sperando che tutto questo possa servire a modificare in meglio quello che ci circonda, per poi essere completamente rielaborato ancora... 09 settembre L'ozio, tra reale e virtualeAvete mai provato a rendervi conto di come sia passata la vostra giornata? No? In che senso mi chiederete: provando a ripensare ai paritcolari che avete vissuto, incontrando, parlando, guardando, alle sensazioni che avete provato, camminando per strada, andando , che ne so, al lavoro, da un amico, tornado a casa, guidando magari.Provate a ricordare per esempio il colore della camicia del primo passante incontrato per strada, non lo ricordate? E la prima auto vista stamattina? Ne ricordate la marca, il modello? Ancora più difficile? E' una cosa normale sapete? è dovuto alla necessità che ha il nostro cervello di eliminare i ricordi poco importanti, per evitare la saturazione della memoria proprio come un comune computer.Le nostre giornate ormai sono tutte standardizzate dalla routine, per cui viene rilevato solo qualcosa di veramente strano ed inusuale. Ma possiamo dire che le persone che abbiamo visto durante la giornata non siamo importanti?Fagocitiamo così tanti argomenti, discussioni, colori che non ci facciamo più caso, tanto da non ricordare più nulla.La nostra passione per internet e per i computer non ci aiuta di certo, anzi complica ancora di più le cose.Dovremmo con le chat e internet avere più possibilità di conoscenza, più scambi culturali e sociali, nuove finestre aperte sul mondo che ci circonda.Il Web ci ha dato la possibilità di raggiungere distanze considerevoli in tempi rapidissimi, il tempo di un clik, se vogliamo questo è l'unico mezzo di trasporto davvero veloce e sicuro, certo non ci fa muovere di un millimetro da casa, ma muove l'intelleto , il pensiero che può essere seminato in qualsiasi parte del globo terrestre. Eppure non è così, il risultato che si va via via ottenendo è esattamente l'opposto, la nostra postazione ci trasforma in qualcosa che non siamo, attraverso nickname e l'anonimato, ci trasformiamo in personaggi alterati e questo ci distacca dalla realtà, fin a farci confondere anche nel reale e viceversa il reale si intrufola nel virtuale fino a farci scrivere espessioni tipiche dei fumetti come Gasp! Gulp! o scrivere per esteso ed onomatopeicamente il suono di una risata,rimanendo sospesi tra falso e realtà.Ogni tanto bisognerebbe staccare la spina e le connessioni, spagnere i motori delle auto e prendersi una giornata in cui riprendersi la realtà e gustarsela fino in fondo, uscire, guardare le persono come sono vestite, in fondo si spendono fior di quattrini per comprare vestiti cappotti , scrape e berretti e tutto lo si fa per essere notati e guardati. Bisognerebbe passaggiare lentamente, guardare le vetrine, la vita reale,mangiare e bere qualcosa e se pure in barba all'aeducazione per una volta, dovesse scapparci per sbaglio un piccolo ruttino, va bene lo stesso potremo apprezzarne il suono vero senza doverlo per porza trascriverlo usando una tastiera! Provateci gente! Riprendiamoci oziosamente di nuovo la nostra realtà e il nostro spazio...ma non esageriamo però continuate a visitare il mio blog! 08 settembre La filosofia profuma di mortazzaMi ricordo che un pò di anni fa nel mio paese c'era un conosciuto salumiere, evidentemete doveva avere un carattere particolarmente burlone e sarcastico tanto che un suo episodio si racconta ancora oggi,naturalmente con tutte le dovute sofisticazioni che il tempo e le persone ci hanno ricamato sopra.Un giorno pare che sia entrato nella sua bottega, dove vendeva un pò di tutto dai salumi, ai formaggi allo scatolame in genere, un ragazzetto ingenuo che gli chiese di servirgli 100 lire di mortadella. La risposta del salumiere fu secca e lapidaria tanto che ancora oggi si parla di questo evento: " pe cint ler, manc u' fizz' te poz dà da murtatell!" Che in italiano sarebbe :" Con cento lire nemmeno l'odore ti posso dare della mortadella". La frase detta al bambino un pò rozza se vogliamo data la tenera età del cliente, stava ad indicare l'esigua somma, tanto da non valere la pena neanche di muoversi per una cosa tanto poco remunerativa. La cosa mi è venuta in mente ripensando ai diritti e doveri, al fatto che ogni diritto è fortemente connesso ad un dovere di qualcun' altro, nell'amicizia, nel matrimonio, in tutti i rapporti interpersonali.Si può pensare per esempio al lavoro che diventa un dovere in quanto correlato al diritto dei propri familiari di poter vivere agiatamente, così via con tutte le situazioni in cui ci ritroviamo nel quotidiano e nella nostra esistenza in genere. A volte sento parlare di dirittti assolutamenti fini a loro stessi come i vizi per esempio, mi si dovrebbe spiegare per esempio quale sarebbe il dovere correlato, uno ha dirittto di fumare perchè qualcun altro ha il dovere di assorbire il fumo passivo e sentirsi male? oppure, qualcuno ha il diritto di lasciare a casa la propria moglie per sedersi davandi ai bar e sfottere le donne che passano? In contrapposizione a quale dovere coniugale? quello si avere una moglie sottomessa a tutto? Perchè parlo di questo riferendomi alla mortazza...a parte il fatto che sono un bislacco e faccio quello che mi pare, mi sembra ovvio il collegamento :lire-doveri, mortazza-diritto no? Tutto ha un equilibrio nella vita sociale , affettiva o tra estranei, tutto deve vertere su un acquisto ed una "retribuzione".Quel noto salumiere lo aveva capito benissimo e lo stava insegnando al piccolo monello ignaro.Filosofia spicciola ricavata da una situazione comune, esperienza di vita vissuta e spiegata alle nuove generazione, se non è filosofia questa! AMMAZZA QUANTO E' BONA LA MORTAZZA! 07 settembre Autunno e Brandon LeeSono qui a dividere i miei pensieri, con un ignaro schremo di computer, mentre fraziono le parole in lettere distribuendole sulla mia nera tastiera, quando un improvviso busso alle finestre mi fa sussultare. Ne deduco che sia di nuovo la mia vicina di casa che non ha ancora capito che non sta bene entrare nella pricay altrui passando per le finestre.Visibilmente infastidito , di scatto mi alzo dalla mia postazione di creatore di mondi virtuali ed immaginari, questa volta sensibilemnte deciso a chiarire questo mio pensiero con la signora che secondo la mia interpretazione di quel rumore è posizionata dietro ai miei vetri. Mi avvicino e scorse le imposte realizzo subitaneamente che oltre quell'uscio, non si è materializzata nessuna sagoma muliebre e che uno sbuffo di vento settembrino ha smosso talmente tanto il mio gazebo da farmi credere ad una mano umana.Resto un pò stranito e ritornando alla mia poltroncina illuminata da una piccola lampada, ripenso che forse sono un pò troppo premunito col mondo che mi circonda, ma che soprattutto, si sta avverando la mia utima affermazione che ho prontamente profetizzato un paio di giorni fa, non ci sono più dubbi : l'estate sta finendo! Termina, con tutto quello che ne consegue :il freddo prossimo dell'inverno, le uscite dal mio guscio che si limiteranno ad occasioni molto più rare, l'influenza...! Quanto la odio, non sopporto di stare male, la mia mente non si concentra , non pensa segue solamente le condizioni del corpo lamentandosi di essere costretta in un involutro tanto sensibile.Il fatto è che l'arrivo dell'autunno è la conferma che un altro anno sia passato , visto che io da buon bislacco gli anni non li conto il 31 dicembre o il giorno del mio compleanno ma con la fine della bella stagione, quando tutta la mia sensibilità creativa va in letargo come le tartarughe.Comunque sia, la cosa è inevitabile, dobbiamo arrenderci alle leggi metereologiche ed aspettare che il cattivo tempo passi oltre le nostre persiane, del resto come diceva Brandon Lee : " non può piovere per sempre" no? 06 settembre Effatà, la ricerca del belloimmagine tratta dal foglietto domenicale
Non è nelle mie intenzioni,elevarmi a predicatore in questa parte del web, qui inserisco solo opinioni e meditazioni personali, nell'intento della condivisione con gli internauti malcapitati tra i miei bislacchi pensieri. Ma quello che sto per scrivere è dovuto ad una considerazione fatta dopo aver acoltato le il mio parroco Don Franco Angelini e che riguarda la parola ed il suo uso sociale.La liturgia odierna riguarda un miracolo di Cristo e precisamente il dono della parola e dell'udito ad un sordomuto.L'intento di Nostro Signore non si limitava semplicemente al miracolo in se stesso, ma come sempre avvinene all'interno del gesto era celato un messaggio per tutti.In questo caso si voleva dare la possibilità di ascoltare il messaggio messianico ed anche la sua divulgazione con la testimonianza del guarito.Ebbene questo fa ripensare all'uso che si può fare della lingua, un vero e proprio mezzo che come tutto può essere utilizzato in maniera opportuma o meno.Ripenso a quante parole pronunciate possono ferire, alla ingiurie, alle falsità, le calunnie, le menzogne.Poi ripenso ai grandi retori del passato alle grandi menti che hanno divulgato parole di fratellanza, comprensione a Gesù stesso, il Verbo Di Dio, la Parola stessa che si fa carne per cambiare il senso della storia e della vita dell'uomo.Quell'apriti, sicuramente era rivolto a tutti gli esseri umani non soltanto al sordomuto dell' episodio a me stesso forse, che qui cerco di incolonnare parole da condividere. Dovremmo tutti quanti ripensare a questo meraviglioso dono che abbiamo ricevuto e che così ci rende simili all' Eterno, ci rende in grado di ascoltare ed insegnare agli altri, ogni parola ed ogni suono che entra dalle orecchie e riesce dalle labbra è importante, modifica le cose, ci presenta, ci situa nei momenti, in maniera unica. Imparare a parlare in modo elegante e rispettoso quindi, è un nostro dovere, per fare posto al bello cercando di eliminare il più possibile le contaminazioni del brutto. "Apriti", quindi al nostro cervello per fare posto alla verità che ci rende davvero speciali! Ritorno dalle ferieLe ferie dovevano pur terminare,altrimenti non sarebbero ferie ma disoccupazione.Per fare in modo che il riposo sia davvero ristoratore,questo deve avere in se la consapevolezza del suo termine.Immaginate un uomo che sa di non dover più ritornare la suo posto di lavoro, alle sue mansioni ordinarie se pur tante volte deprecate, non sarebbe più lo stesso, perché ormai privo di quell’ ansia da ritorno che rende il tutto più pepato e movimentato. Alla base di tutto,il tentativo fallace di desacralizzare la propria attività con tantissime elucubrazioni non fa altro che accentrare l’attenzione sulla propria voglia di evasione, ma tutto questo si riduce ad una insolita paura viscerale del non sapere, se pure quella strana forma di sopravvivenza potrà ancora esistere. L’individuo lavoratore quindi è profondamente combattuto tra due voglie irresistibili che si tramutano in paure voraci: da un lato la propria voglia di evasione dalla routine quotidiana, la chimera sperata di cambiare la propria esistenza emulando i più fortunati che ci sono riusciti, dall’ altra il timore di non riuscire più ad avere quel poco che pure consente di stare al mondo in questa società ormai priva di succo esistenziale.Ed ogni anno ci ritroviamo qui all’inizio e fine delle ferie a sperare di trovare oltre il riposo qualcosa di meglio e contemporaneamente a realizzare che per fortuna nulla sia cambiato e che quel poco che avevamo ancora lo difendiamo a denti stretti. Misteri della psiche umana, misteri di una mente che mi sa resterà per sempre bislacca. Così riprendiamo la nostra borsa da lavoro, le nostre imprecazioni, il nostro copricapo e riprendiamo lì dove avevano lasciato: il lavoro, le lamentele, il nostro blog dove tra una risata grottesca ed una davvero divertente, tra il serio l’assurdo ed il faceto continueremo a raccontare di me delle mia scarpe e del mio berretto! |
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