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11月1日 Ognissanti,il mezzo per ridare vita ai defuntiOgni anno ci riroviamo a pensare alle persone andate via da questa vita.Non mi piace usare il termine scomparsi. Una persona morta non è scomparsa, non si è sottoposta a nessun gioco di prestigio nè magico. Le persone nascono, compiono la loro vita su questa terra, ci regalano le loro amozioni, i loro sorrisi, la loro stessa presenza e poi dipartono da noi, ma non scompaiono nel nulla, altrimenti a cosa servirebbe recarsi presso i cimiteri e le loro tombe? Se fossero scomparsi non sarebbero lì, o meglio il loro ricordo non si condenserebbe presso queste fredde dimore. Non si può che fare un riferimento a Ugo Foscolo che nei "de' sepolcri" ha condensato egregiamente questo concetto : non è certo una tomba a rendere meno duro il sonno della morte! Le dimore dei nostri parenti estinti servono a noi , non tanto a loro, sono dei catalizzatori per concentrare la nostra attenzione sul loro ricordo che la spugna del tempo tenta incessantemente di portarci vai, giorno dopo giorno. Quando si è difronte alle lapidi, l'attenzione si concentra in preghiera ed il ricordo riaffiora dalle moltitudini attenzioni che in ogni momento ci sommergono, offuscando il passato che diventa sempre più imponderabile ed evanescente. In ogni occasione importante, quindi, si dovrebbe ricorrere a questo mezzo per riavvicinarsi ai nostri parenti che ci hanno preceduto e a volte anche educato, per l'oro recarsi dai propri parenti defunti era un dovere necessario per ripensare all'inconsistenza di questa vita terrena.Parlo di dovere, perchè se ci si pensa bene, i parenti si perdono davvero , non quando muoiono, ma quando ci si dimentica di loro. Ritornare a visitarli e un mezzo per ricordarli e quindi per riportarli per quello che possiamo , in vita. Questo mattina, mentre tutti questi pensieri affollavano la mia mente bislacca, le mie scarpe mi conducevano verso il cimitero comunale, dove naturalmente sono custoditi i resti dei miei parenti più stretti, la mia vista quindi si posava sull'iscrizione all'ingresso:"solo chi è giusto non teme la morte". Una frase secca, incisiva che non lascia molti modi interpretativi, perchè esprime una realtà comune a tutti: si può essere temerari ed eroi , così come comuni individui, ma la morte è un pensiero che ci accomuna tutti,una tappa scritta nel nostro DNA. La nascita infatti non è una certezza! Nessun può sapere se avrà un figlio o no, ma tutti sappiamo che la nostra vita, almeno questa terrena avrà un temine.E' un pensiero che ci affligge tutti, indistintamente e che come disse San Francesco, "dalla quale nessun uomo può scappare!Certo bisognerebbe davvero essere santi come lui per magnificare il Signore per avercela donata in questa vita, altrimenti è davvero il punto più incomprensibile della nostra esistenza. Tutti vorremmo rimanere forti, vigorosi , giovani e belli per l'eternità e non si capisce il decadimento del nostro fisico fino al raggiungimento di questo inviso epilogo. Contemporaneamente, entrando in un cimitero, ci si rende conto di quanto effettivamente, il senso della morte per alcune persone sia strettamente correlato con l'andamento della loro vita. Stamattina rivedevo le varie cappelle, tutte diverse per costruzione, architettura e materiali, addobbi e finiture. Alcune erano sontuose, rispecchiavano certamente il carattere dei loro "abitanti " che in vita probabilmente, erano benestanti,altre invece, più spartane, riflettevano una morigeratezza che sicuramente li ha accompagnati anche nella loro estrema residenza.Il tutto fa pensare, la cosa non è nuova al genere umano: gli storici hanno ricostruito tutte le usanze degli antichi nostri antenati, riscoprendo le antiche metropoli, fa dedurre che questa distinzione tra ricchi e poveri tra gli umani ci sia sempre stata, ma soprattutto fa pensara a quanto la vita e la morte siano correlate tra di loro, tanto da far dedurre che i due processi non siano antitetici ma piuttosto conseguenziali. La morte quindi non è la fine della vita ,ne è il suo compimento, il mezzo trovato dal Creatore per rendere tutti uguali difronte a Lui, tutti hanno diritto a nascere e questo è possibile solo attraverso la dolorosa perdita di chi in questa vita si è già riversato, cosa che lascia il posto ai nuovi nascituri.Per quanto riguarda la paura che si ha di questo evento è una cosa più che normale, del resto ricordiamo una frase storica che può farci capire tante cose:" Se è possibile , passi da me questo calice", insomma, pur essendo Dio anche Lui in quel momento ha sperimentato questa sensazione. Mi scuserete per questo pensiero, ma non potevo mica parlare di Halloween,quello l'ho già fatto, non vorrei diventare monotono! 评论 (2)
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